Playoff, Golden State è un rullo: 4-0 ai Jazz, che escono tra gli applausi




golden state utah Trionfo largo, netto, senza appello. Dopo aver massacrato Portland nel primo turno, Golden State si sbarazza anche di Utah (121-95) e vola in finale di Conference, dove attenderà la vincente della serie tra i San Antonio Spurs e gli Houston Rockets. Ma la franchigia di Oakland è talmente in forma smagliante che non sente di avere preferenze sulla prossima avversaria: i favoriti sono e resteranno comunque gli uomini di coach Kerr.

Il 4-0 a Utah dice tanto su questi Warriors. Una squadra fantastica, perfettamente diretta, con l’amalgama tra i diversi leader ricercata e trovata giorno dopo giorno. Steph Curry è arrivato a 6 partite consecutive con almeno 20 punti a referto: in molti, tra gli addetti ai lavori, sostengono che lo “Splash Brother” stia disputando i migliori playoff della sua carriera. Ma non c’è solo Curry: con Thompson e Durant, Golden State ha un potenziale offensivo atomico, messo largamente in mostra in questa serie contro Utah. E poi c’è il preziosissimo Draymond Green, senza dimenticare l’importantissimo supporto di Andre Igoudala e degli altri che compongono questo roster stellare. Insomma, se la mole di gioco di Golden State continuerà ad essere questa, stavolta l’anello dovrebbe davvero prendere la strada di Oakland.

Utah ha fatto il massimo. Dopo aver eliminato i Clippers, a Salt Lake City sapevano che quella contro i Warriors sarebbe stata una sfida impossibile. L’obiettivo massimo era riuscire a vincerne almeno una: così non è stato, ma la stagione dei Jazz resta comunque la migliore da sette anni a questa parte, con Hayward e Gobert grandi protagonisti.

Golden State è partita fortissimo, decisa a chiudere la serie già in gara 4. Utah, dopo la confusione iniziale, ha reagito, chiudendo il primo tempo sotto di 8 (52-60) e disputando un ottimo terzo quarto, che permetteva agli uomini di coach Snyder di restare a 7 lunghezze dai Warriors. Fino alle pesantissime triple di Curry e Igoudala, che hanno dato il là alla fuga dei vicecampioni in carica. La marcia di Golden State può continuare.




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