Randolph, dopo il trionfo europeo c’è l’NBA: “Ma non torno per fare panchina”

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E’ stato a tutti gli effetti uno degli artefici dello straordinario trionfo sloveno agli Europei di basket. La Nazionale allenata da Kokoskov è riuscita nell’impresa di battere in finale la fortissima Serbia di Sasha Djordjevic, giustiziera dell’Italia ai quarti di finale, anche grazie ad Anthony Randolph. Negli ultimi minuti, infatti, gli sloveni hanno trovato i canestri decisivi non dalle proprie stelle – Dragic e Doncic – ma dalle seconde linee, a dimostrazione di come questo trionfo sia stato caratterizzato soprattutto dalla forza del gruppo.

Una prestazione complessiva, quella di Randolph, che potrebbe riaprirgli di colpo le porte dell’NBA. Per lui sarebbe un ritorno, visto che ha già vestito le casacche di Warriors, Knicks, Wolves e Nuggets, ma su questo l’attuale giocatore del Real Madrid – ha un contratto fino al 2020, ndr – ha preferito non sbilanciarsi. In particolare, Randolph ha precisato che non tornerà nella Lega più importante del pianeta “per fare solo panchina”.

“Non vorrei tornare in NBA solo per dire che ci sono anch’io – le sue parole riportate da “PianetaBasket” – Ma soltanto se avrò un ruolo che mi permetta di aiutare la squadra a vincere”.

Randolph riconosce che l’esperienza europea è stata fondamentale dopo essere stato praticamente scartato dalla NBA. “Mi ha fatto riscoprire il piacere di giocare a basket. Adoro la pallacanestro, voglio giocare”.

Per un giocatore che potrebbe in futuro rientrare negli USA, ce n’è un altro che non ha nessuna intenzione di appendere la casacca al chiodo. Stiamo parlando di una leggenda come Dirk Nowitzki, che non solo non lascia ma addirittura raddoppia. In un’intervista sul quotidiano locale Dallasnews.com, il 39enne ha precisato che se la forma fisica continuerà ad essere questa potrebbe giocare ancora altri due anni. 

“Questa è stata un’estate molto lunga – ha detto Nowitzki – sto lavorando per essere in forma quando si tratterà di andare in campo. Non metto le mani avanti, ma a 39 anni…”.




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