Rullo Golden State, schiantati i Clippers (113-141). Philadelphia sbanca Houston

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Quando i campioni cadono, sanno sempre come rialzarsi. Golden State zittisce tutti coloro che si erano già lanciati nelle critiche feroci nei confronti dei Warriors dopo la pessima sconfitta casalinga contro Detroit. E lo fa come è suo solito, ovvero con quella prepotenza tipica dei gialloblu di Oakland: 113-141 allo Staples Center, contro un team di assoluto valore come i Los Angeles Clippers.

Per la truppa di Doc Rivers è giunta così la seconda sconfitta consecutiva dopo quattro “urrà” in quattro partite. Per giunta, entrambi gli stop sono arrivati in casa, davanti al proprio pubblico: ma va detto che quando Golden State gioca a questi livelli, non ce n’è praticamente per nessuno.

Quando i Warriors riescono ad esprimere tutto il loro enorme potenziale, non c’è difesa che li possa contenere. Non ci riesce neppure quella dei Clippers, che soccombe sotto i colpi di Curry, Thompson e Durant. Il più prolifico è l’ex MVP, con 31 punti messi a referto, mentre KD si ferma a 19. Ma coach Kerr può essere soddisfatto soprattutto dalla prestazione di Draymond Green (16 punti e 8 rimbalzi), che manda spesso fuori giri Blake Griffin. Nei Clippers, che crollano nella ripresa, bella prova di Danilo Gallinari: per l’italiano 19 punti e buone giocate.

Tre indizi, si suol dire, fanno una prova. Gli Spurs cadono per la terza volta di fila, stavolta per mano dei Boston Celtics (108-94), apparsi al momento decisamente superiori agli “Speroni” di Popovich. Kyrie Irving trascina i padroni di casa con 24 punti, aiutato dai 14 punti e 13 rimbalzi di Horford. San Antonio molto male in attacco, con Gasol e Aldridge non pervenuti.

Il segnale più importante della serata NBA viene da Houston: i Sixers stanno arrivando. Il team di coach Brown sbanca con autorità il parquet dei Rockets (107-115) con Ben Simmons che non va lontano dalla tripla doppia (24 punti, 9 rimbalzi e 7 assist) e un Joel Embiid molto ispirato (22 punti e 9 rimbalzi). James Harden (29 punti) prende per mano i suoi e prova una disperata rimonta nell’ultimo quarto, ma Phila tiene e porta a casa un successo che può voler dire moltissimo in chiave “Process”.




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