Wade affonda i Sixers: 103-113, è 1-1. Golden State non fa sconti: 2-0 sugli Spurs

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Attenzione a fare i conti senza l’oste. Gara 1 della serie tra Philadelphia e Miami, vinta nettamente dai Sixers, aveva fatto pensare che la truppa di Brown potesse chiudere facilmente il discorso. Ma l’oste, nella fattispecie Dwyane Wade, non era affatto d’accordo.

Il 36enne, per una sera, è tornato a tutti gli effetti il “Flash” che faceva impazzire le difese di tutta la Lega. Stavolta ad andare in tilt è stata quella di Phila, e mai come ieri sera sarebbe servito Joel Embiid per contenere il numero 3 degli Heat: 28 punti a referto, a cui si aggiungono 7 rimbalzi e giocate di valore assoluto.

Cosa pagano i Sixers? Probabilmente un pò di frenesia giovanile. In gara 1 le percentuali erano state da capogiro, specialmente da tre (64%): pensare di ripeterle era forse troppo, ma i tifosi di casa non potevano certo immaginare un 7/36 dalla lunga distanza. Una brutta serata per i 76ers, che affondano nel secondo quarto e non riescono più a recuperare, nonostante la commovente rimonta nell’ultimo quarto.

Trascinati da Ben Simmons (24 punti e 8 assist), i padroni di casa erano riusciti a tornare a soli due punti dagli Heat, quando mancavano circa 4 minuti alla sirena. Il Wells Fargo Center si incendia improvvisamente e crede nel miracolo, ma Wade decide di prendersi interamente la scena: prima una schiacciata su palla persa da Saric, poi il canestro dal perimetro che mette in cassaforte il successo ospite (103-113). Nel mezzo i canestri di Johnson (18) e Dragic (20): tra Phila e Miami è 1-1, si va in Florida.

Due su due per Golden State, che vince entrambe le gare alla Oracle Arena contro i San Antonio Spurs. Gara 2 termina 116-101 per i gialloblu di Oakland, che si godono uno strepitoso Klay Thompson: 31 punti, di cui 16 nell’ultimo quarto. Ottima la prova di Kevin Durant, che mette a referto 32 punti con 10/19 dal campo. Aldridge fa il possibile e forse anche di più (34 punti e 12 rimbalzi) ma per gli “Speroni” non c’è niente da fare. Almeno per ora: la serie continua in Texas, dove San Antonio è chiamata alla doppia impresa.




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