Warriors infiniti: Washington dal +18 al ko (120-117). Lezione Orlando agli Spurs

golden state washington




Se non è ancora chiaro il motivo per cui Golden State è campione in carica, ha vinto due titoli negli ultimi tre anni e ha disputato le ultime tre Finals, consigliamo di rivedere (per chi se la fosse persa…) la gara di ieri contro Washington.

C’è stato un momento dove anche il più accanito tifoso dei Warriors non avrebbe scommesso un euro sulla vittoria dei propri beniamini. I Wizards sembravano in controllo totale fino all’inizio del secondo tempo, quando la tripla di Porter spediva i capitolini a +18 (73-55) mentre Klay Thompson veniva richiamato in panchina da coach Kerr dopo aver commesso il quarto fallo e Draymond Green veniva espulso qualche minuto prima per il secondo fallo tecnico dopo la rissa con Bradley Beal, espulso anche lui.

Forse però ai Wizards della ripresa è pesata proprio l’impossibilità di affidarsi ad uno dei suoi uomini migliori per arginare l’impetuosa rimonta dei Warriors. Kerr chiede aiuto alla panchina, in particolare a Casspi e Looney, e soprattutto a Kevin Durant: il terzo periodo dell’ex OKC è da favola (14 punti), e Golden State annulla il cospicuo vantaggio di Washington. Quando Thompson rientra sul parquet e mette dentro il canestro del sorpasso (102-101) mancano ancora 6 minuti e mezzo al termine: i Wizards si ricompongono e cercano di rispondere alla furia di Golden State con Porter e Wall, ma è proprio il 27enne a fallire la tripla della disperazione sulla sirena. Vince Golden State (120-117), secondo ko di fila per Washington.

Dopo aver bastonato Cleveland, gli Orlando Magic danno una lezione anche ai San Antonio Spurs. E dire che finora gli “Speroni” sembravano non conoscere ostacoli: invece, gli uomini di Popovich tornano dalla Florida con le ossa rotte (114-87), mentre i ragazzi di Vogel conquistano con pieno merito la quarta vittoria in 5 partite.

Minnesota beffa ancora OKC: a distanza di sei giorni dalla tripla di Wiggins, i Timberwolves battono ancora i Thunder (119-116) grazie a Towns (33 punti) e soprattutto a Jimmy Butler, che mette a referto 9 punti negli ultimi 4 minuti risultando decisivo per il successo di Minnie. Carmelo Anthony ha tra le mani la tripla del pari, ma prende solo il ferro.




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