Marco, l’incubo è finito: torna a casa dopo tre mesi dal malore




marco motta malore Si era accasciato al suolo all’improvviso, durante una partita di pallacanestro tra squadre del settore giovanile a Motta di Livenza (Treviso), e le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. In molti ricorderanno l’ansia per le sorti di Marco, 16enne capitano della locale formazione giovanile: il giovane fu colpito da un malore di natura cerebrale e finì in coma dopo l’immediato ricovero ospedaliero.

Adesso, per Marco, l’incubo sembra finalmente superato. Il ragazzo, a circa tre mesi dall’accaduto, è rientrato nella sua abitazione, seppure per poche ore, grazie al primo giorno di permesso. Il giovane cestista ha riassaporato la sensazione di poter stare in piedi già un mese e mezzo dopo il malore: ora, a 90 giorni da quel terribile pomeriggio, Marco rientra a casa sulle sue gambe, senza nessun ausilio, come riportato dai suoi compagni di squadra sulla pagina Facebook del Basket Motta.

Il 16enne è stato trasferito dall’ospedale di Treviso a quello riabilitativo di Motta di Livenza, dove continuerà la riabilitazione sia per la parte fisica degli arti della parte destra sia per l’aspetto logopedistico, che attualmente presenta le maggiori criticità.

Tramite il post su Facebook, la famiglia ha voluto ringraziare nuovamente tutto il personale medico: “Come al solito, la famiglia coglie quest’occasione – si legge nel post di facebook – per esprimere nuovamente immensa gratitudine e stima a tutti i medici e infermieri citati nei precedenti post, aggiungendo i ringraziamenti a tutto il team di specialisti e al personale infermieristico che ha seguito Marco in questa prima fase riabilitativa presso l’ospedale di Treviso”.

Un sincero ‘grazie’ ai professionisti, che grazie al loro intervento hanno salvato Marco da una situazione molto difficile, “al limite della sopravvivenza”. Ora la sfida, per Marco, è tornare a pieni livelli di normalità. “È questa la finale che ora Marco si appresta a giocare. Grazie di cuore ancora a tutti quelli che lo hanno sostenuto e che lo sosterranno in futuro”.

 
 




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