Il momento magico di Dusko Savanovic: ‘Il mio segreto è la semplicità’




Ecco i segreti del momento d’oro di Dusko Savanovic, stella della Dinamo Sassari, che ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

Dusko Savanovic, all’età di 34 anni, è ancora un giocatore in grado di mettere sul parquet il carisma dei giorni migliori. E’ lui che sta prendendo per mano Sassari in questo momento davvero positivo per la squadra di sarda, culminato nel successo interno contro Reggio Emilia e con la qualificazione agli spareggi di Champions League.

In una intervista pubblicata sulla Gazzetta dello Sport, l’asso della Dinamo si è confessato, rivelando le proprie aspettative e le emozioni di questo momento magico: ‘Nei momenti di difficoltà – ha esordito Savanovic – il club ci è stato vicino, questa è davvero una grande famiglia. Quando le basi sono queste, i risultati prima o poi arrivano. Stiamo giocando bene, il livello della nostra pallacanestro si è alzato’.

All’interno dei meccanismi rigidi dell’impianto tattico di Pasquini, Dusko Savanovic si dimostrato un perno assolutamente insostituibile: ‘Faccio tutto ciò che serve per aiutare la squadra. Ho sempre cercato di trovare me stesso all’interno dei contesti in cui mi sono trovato a giocare. Sono molto felice, il club è solido, è molto vicino ai giocatori. Cerco, con la mia esperienza, di restituire qualcosa’.

Il suo rapporto con Sassari e la Sardegna in genere è davvero idilliaco anche per il clima e le temperature ideali anche in inverno: ‘E’ un posto fantastico, in cui io, mia moglie e i bambini ci sentiamo a casa. Non pensavo ci potesse essere il sole per così tanto tempo. Il clima influenza la vita di tutti noi: svegliarsi con il sole, ti dà tutta un’altra energia. In Germania erano più i giorni grigi e con tanta pioggia’.

Fuori dal parquet, Savanovic è un uomo con i vizi e le virtù dei migliori padri di famiglia d’altri tempi: ‘Provo ad essere un buon padre per i miei figli e un marito attento. Non ho alcun profilo in nessuno dei social network che usano tutti. Se devo parlare con qualcuno, vado al bar a prendermi un caffè. Ieri ho chiamato un ragazzo giovane della nostra squadra chiedendogli se uscivamo a bere qualcosa. Mi ha risposto che non aveva sete… Le generazioni sono cambiate, ora il cellulare è diventato uno strumento di cui si abusa’.




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