Il Panathinaikos si aggiudica il derby greco contro l’Olympiacos: per Gentile solo tre minuti anonimi

Il Panathinaikos si impone nel derby ateniese agganciando i rivali in testa alla classifica del campionato greco.

Il Panathinaikos di Alessandro Gentile si è aggiudicato il derby greco, nella sentitissima sfida contro l‘Olympiakos, in un match davvero intenso che ha riservato poco spazio alla guardia italiana. Nel derby disputato all’OAKA, partono bene gli ospiti che volano subito sul 12-20, illudendo i tifosi ospiti sulla possibile impresa nell’infuocato palazzetto dello Sport ateniese, dove il pubblico ha gremito gli spalti fino al limite della capienza.

Già nel secondo quarto, la squadra allenata da Xavi Pascual ha completato la rimonta chiudendo con un parziale di 19-8 nel quale ha messo in mostra una difesa ermetica che ha concesso poco o nulla agli odiati rivali. Il terzo quarto si è sviluppato su binari di un perfetto equilibrio, ma sono stati i padroni di casa, nell’ultimo quarto, a dare vita allo strappo decisivo che ha mandato in archivio la contesa sul 72-59.

In grande spolvero K.C. Rivers che ha messo a referto ben 26 punti (4/6 dal pitturato e 6/10 dall’arco) oltre ai 9 rimbalzi, dei quali tre offensivi,che dimostrano il proprio strapotere fisico sotto le plance. In una partita in cui le difese hanno fatto la voce grossa determinando anche un punteggio basso, la grande giornata della guardia ex Real Madrid ha fatto la diffferenza a beneficio della squadra di Pascual. Nel Panathinaikos, splendida anche la prestazione di Chris Singleton, autore si 20 punti (4/5 da tre).

Nell’Olympiacos si salva il solito Georgios Printezis (14 punti, 6 rimbalzi) e Papanikolau (13 punti, 5 rimbalzi).
Davvero esiguo lo spazio riservato ad Alessandro Gentile che ha giocato solo tre minuti senza riservare emozioni e giocate degne della propria fama. Con questo successo, il Pana aggancia i rivali al primo posto in classifica, con 14 successi e una sola sconfitta.

1 Commento

  1. Me il signor Gentile non doveva andare ad Atene e spaccare il mondo con la propria bravura cestistica? Buffone e presuntuoso che non è altro. Impari l’umiltà da suo padre e dai campioni che hanno vestito la maglia Olimpia negli anni ’80: solo così farà strada (ma ormai è tardi)

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