NBA, impresa Oklahoma. Golden State a fatica su Portland




Non sono affatto mancati i colpi di scena in gara 2 delle semifinali della Western Conference. Dopo i verdetti di gara 1, che avevano visto le nette vittorie di Golden State e San Antonio su Portland e Oklahoma, ci si aspettava un andazzo piuttosto simile anche in questa seconda sfida, con Warriors e Spurs avvantaggiati dal fattore campo.

Beh, niente di tutto questo. I Blazers e i Thunders cambiano totalmente faccia rispetto alle discutibili prestazioni in gara 1 e mettono sotto scacco i più quotati avversari per lunghi tratti del match. Alla fine Golden State riuscirà comunque a prevalere (ma che fatica!), mentre Oklahoma realizza l’impresa espugnando il parquet di San Antonio.

Golden State aveva costruito il suo trionfo di gara 1 incenerendo Portland nel primo quarto. Evidentemente i Blazers hanno imparato la lezione: stavolta succede proprio il contrario, con Portland che domina e conquista addirittura un massimo vantaggio di +17. Ma è qui che viene fuori tutta la forza di Golden State (ancora senza Curry), che riesce a restare in partita tornando a -3. Già si prevede un imminente sorpasso, e invece Portland si riporta inaspettatamente sul +11, chiudendo il primo tempo a +8 (59-51). Si ricomincia, e la musica non cambia. Lillard sembra essere in giornata di grazia, e i Blazers mantengono un discreto vantaggio su Golden State anche nel terzo quarto (87-76). Ma nell’ultimo quarto i Warriors fanno quello che sanno fare: impressionare tutti. Le due ‘bombe’ di Thompson regalano ai locali il 91-91 e poi il sorpasso. Negli ultimi 5’50” Portland realizza un solo canestro: vince Golden State dopo la grande paura, i Warriors sono sul 2-0.

Alzi la mano chi si aspettava una grande reazione di Oklahoma dopo i disastri di gara 1. Pochi, forse nessuno. Invece i Thunder di gara 2 sembrano tutta un’altra squadra rispetto all’Armata Brancaleone presa a schiaffi da San Antonio nella prima sfida. Ma i tifosi sono infuriati con gli arbitri per l’episodio accorso a 13” dalla fine: netto fallo di Dion Waiters (gomitata sul petto di Ginobili) non sanzionato. Un erroraccio ammesso a fine gara anche dal capo della terna, Ken Mauer: “Era fallo in attacco e possesso per gli Spurs”.

Nel primo quarto Oklahoma fa capire subito le sue intenzioni, portandosi sul +13: San Antonio non si scompone, e guidati dal solito Aldridge riprendono i Thunder già all’inizio del secondo quarto. Oklahoma tiene duro, non molla, risponde colpo su colpo e chiude il primo tempo in vantaggio di 3 lunghezze sugli Spurs. Nel terzo quarto subito allungo ospite, ma San Antonio recupera ancora una volta (-1). Nell’ultimo quarto, quando tutti si aspetterebbero a questo punto un’impennata degli Spurs, è ancora Oklahoma a scappare sul +9. Ancora Aldridge mantiene a galla San Antonio fino al fallo di Ibaka, che permette a Westbrook di realizzare i liberi decisivi. Oklahoma pareggia la serie, ma il successo resta macchiato dal gravo errore arbitrale che non verrà dimenticato facilmente.

Roberto Naccarella 




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